Le Antifone Maggiori dell’Avvento – Le Antifone O

Il tempo d’Avvento, ultimo nato tra i periodi dell’anno liturgico, è colorato da due tonalità. La prima parte orienta agli ultimi tempi, la seconda parte, a partire dal 17 dicembre e con la IV domenica prepara immediatamente la solennità del Natale.

«Le tre venute di Cristo sono i perni sui quali si costruisce la teologia dell’Avvento, tre venute che si relazionano e si spiegano a vicenda. La prima venuta di Cristo nell’umiltà della nostra carne ci ricorda la sua ultima venuta alla fine dei tempi… La prima e l’ultima venuta del Signore diventa- no manifestazioni attuali nella celebrazione liturgica che attua lizza il mistero della parusia come quello dell’incarnazione. In questo modo l’avvento si collega con il mistero della manifestazione del Signore (Natale-Epifania) in una tematica teologica comune: la venuta del Signore per la nostra redenzione» (D. BOROBIO (ed.), La celebrazione nella Chiesa, vol. 3, LDC, Leumann (Torino) 1994, 203- 204).

I testi liturgici dell’Avvento preparano il cuore all’accoglienza di questo dono, soprattutto nell’ultimo tempo che ci avvicina al giorno natalizio del Signore, nei sette giorni precedenti la festa chiamati Ferie maggiori (dal 17 al 24 dicembre). Qui in modo particolare l’Ufficio ordinario dell’Avvento assume maggiore solennità attraverso una scelta di Antifone ai Salmi proprie del tempo che pongono in un rapporto diretto con la grande venuta. Queste antifone maggiori dell’Avvento delineano gradualmente un percorso che ci porta dritto al cuore dell’imminente celebrazione del Natale, facendo crescere l’attesa e colmandola della Sua presenza.

Queste Antifone sono dette comunemente Antifone O dell’Avvento, perché cominciano tutte con questa esclamazione “O…”. Questi testi esprimono lo stupore commosso della Chiesa nella sua secolare, instancabile contemplazione del Mistero. La liturgia della Chiesa romana conosce sette antifone O, una per ciascuna delle sette Ferie maggiori, e tutte si rivolgono a Gesù Cristo.

Sono una serie di invocazioni messianiche che invocano Colui che è promesso nell’Antico Testamento perché venga a salvare il suo popolo. Ognuna delle antifone O si concentra su un diverso e particolare titolo messianico, costituendo un vero e proprio compendio di Cristologia. Le antifone O presentano un’immagine dell’identità di Cristo, frutto della teologia e della grande ricerca cristologica dei padri della Chiesa dei primi secoli. Sono un bellissimo esempio della verità del principio “lex orandi, lex credendi”. La Chiesa celebra ciò che crede, riflettendo in ambito liturgico la sua fede.

Per scoprire con maggior precisione l’origine delle antifone O si è notato che sono accostate per formare un acrostico, procedimento molto utilizzato nella liturgia in quel periodo. Infatti le antifone sono state composte in latino e si è notato che la prima lettera dell’invocazione che segue la «O» iniziale forma un acrostico al rovescio molto significativo. Ecco in latino e in italiano, la sequenza di queste parole:

Sapientia – Sapienza

Adonai – Signore

Radix – Germoglio

Clavis – Chiave

Oriens – Astro

Rex – Re

Emmanuel – Emmanuele

Quando si parte dall’ultima, la prima lettera di ciascuna parola latina, qui stampata in grassetto, permette di leggere due parole latine: “ERO CRAS”, cioè «[ci] sarò domani». Si tratta della risposta del Messia all’accorata invocazione di ciascuna antifona: “Domani verrò”.

Nella ricerca relativa alla formazione di questi splendidi testi, è stata individuato fra le diverse antifone un rapporto interno in relazione alla storia della salvezza. Si tratta di un procedimento abbastanza consueto al tempo in cui nascono le antifone che prevedeva la scelta di titoli in una progressione successiva in relazione allo sviluppo della storia della salvezza nell’Antico Testamento. Questo procedimento, inoltre, si accorda molto bene con l’uso liturgico delle antifone O: queste compongono una settimana completa, la “pienezza del tempo” secondo l’accezione paolina di Gal 4,4, e la celebrazione del Natale cade proprio nell’ottavo giorno, il primo giorno della nuova creazione. Le antifone, quindi, farebbero rispettivamente riferimento a un momento della storia della salvezza che raggiunge il suo apice nella nascita del Messia:

Sapienza: creazione

Signore: Esodo e il dono della Legge sul Sinai

Radice

Chiave: il tempo dei re della dinastia davidica/il ritorno dopo l’esilio

Astro: promessa del ritorno dopo l’esilio

Re: il tempo dei profeti in cui si assicura la restaurazione del regno dopo il ritorno

Emmanuele: la rivolta dei Maccabei e il I sec. A.C. con l’attesa messianica al tempo dei Romani

 


Ecco di seguito Le Antifone O  – come riportate nel Graduale Romanum e nel Cod. Sang. 390 (il cosiddetto Antifonario di Hartker).

O Sapientia, quae ex ore Altissimi prodiisti, attingens a fine usque ad finem fortiter, suaviterque disponens omnia: veni ad docendum nos viam prudentiae.

O Sapienza, che esci dalla bocca dell’Altissimo, ti estendi ai confini del mondo e tutto disponi con forza e dolcezza:vieni a insegnarci la via della saggezza.


O Adonai, et dux domus Israël, qui Moyse in igne flammae rubi apparuisti, et ei in Sina legem dedisti: veni ad redimendum nos in brachio extento.

O Signore, guida della casa d’Israele, che sei apparso a Mosè nel fuoco di fiamma del roveto e sul monte Sinai gli hai dato la legge:vieni a liberarci con braccio potente.


O Radix Jesse, qui stas in signum populorum, super quem continebunt reges os suum, quem gentes deprecabuntur: veni
ad liberandum nos, jam noli tardare.

O Germoglio di Iesse, che ti innalzi come segno per i popoli, tacciono davanti a te i re della terra e le nazioni ti invocano: vieni a liberarci, non tardare.


O Clavis David, et sceptrum domus Israël,
qui aperis, et nemo claudit, claudis, et nemo aperuit: veni, et educ vinctum de domo carceris, sedentem in tenebris, et umbra mortis.

O Chiave di Davide, scettro della casa d’Israele, che apri e nessuno può chiudere; chiudi e nessuno può aprire: vieni, libera dal carcere l’uomo prigioniero, che giace nelle tenebre e nell’ombra di morte.


O Oriens, splendor lucis aeternae, et sol justitiae: veni, et illumina sedentes in tenebris, et umbra mortis.

O Astro che sorgi, splendore della luce eterna e sole di giustizia: vieni e illumina chi giace nelle tenebre e nell’ombra di morte.


O Rex Gentium, et desideratus earum, lapisque angularis, qui facis utraque unum: veni, et salva hominem, quem de limo formasti.

O Re delle genti, atteso da tutte le nazioni, pietra angolare che riunisci ebrei e pagani in uno: vieni, e salva l’uomo che hai formato dalla terra.


O Emmanuel, Rex et legifer noster, expectatio gentium, et Salvator earum: veni ad salvandum nos, Domine, Deus noster.

O Emmanuele, nostro re e legislatore, speranza e salvezza dei popoli: vieni a salvarci, o Signore nostro Dio.


Per chi volesse approfondire il tema qui affrontato si rimanda all’approfondimento teologico a cura delle Clarisse di Sant’Agata Feltria (RN) (qui allegato).