Tavole dei neumi

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Appartiene al gruppo delle notazioni tedesche. Si diffonde a partire dal X secolo a partire dall’Abbazia svizzera di San Gallo (fonte: Tabula neumarum compilata da Eugène Cardine).

Essa prende il nome dalla città di Metz, nel nord-est della Francia, centro di diffusione di tale notazione. L’unico esemplare completo pervenutoci è il Graduale di Laon (fonte: Tabula neumarum compilata da Eugène Cardine).

La fonte principale per la notazione bretone è il manoscritto conservato in origine nella cattedrale di Chartres (un Graduale del X sec.), distrutto durante un bombardamento nel 1944 (fonte: Tabula neumarum tratta da Rampi-Lattanzi, Manuale di canto gregoriano, pp. 613-615).

La notazione aquitana si sviluppa a partire dal XI sec. nella Francia sud-occidentale. Il Graduale di Gaillac è caratterizzato da una diastemazia estremamente precisa nonostante l’assenza di rigo e chiavi (fonte:Tabula neumarum a cura di R. Fischer e pubblicata in Codices Gregoriani III).

Numerose indicazioni provengono, in questo manoscritto aquitano dell’XI sec., come ad esempio l’utilizzo di neumi speciali aventi precise funzioni melodiche; il notatore si serve anche di una linea a secco sulla pergamena, come ausilio diastematico (fonte: Tabula neumarum tratta da Asensio, El canto gregoriano, p. 386).

La notazione beneventana, diffusasi a partire dal X sec., è caratterizzata da un largo impiego di liquescenze e da una scrittura con tendenza diastematica anche nei codici con neumi in campo aperto (fonte: Tabula neumarum tratta da Rampi-Lattanzi, cit., pp. 629-632).

Il codice beneventano 34 (Graduale-tropario degli inizi del XII sec.) utilizza una scrittura neumatica con rigo e chiavi di agevole lettura per la precisione geometrica del tratto (fonte: Tabula neumarum tratta da Rampi-Lattanzi, cit., pp. 632-635).

Nel Graduale-Antifonale di Noyon (Mont-Renaud, X sec.) i neumi francesi, di grande varietà e ricchezza, sono stati aggiunti a un codice contenente in origine solo i testi della Messa e dell’Ufficio (fonte: Tabulae neumarum tratte da Rampi-Lattanzi, cit., p. 623, e Asensio, cit., p. 375).

Il cod. 123 della Biblioteca Angelica di Roma è un graduale-tropario adiastematico risalente alla prima metà dell’XI secolo, importante testimonianza delle notazioni dell’Italia settentrionale (fonte: Tabulae neumarum tratte da Rampi-Lattanzi, cit., p. 619, e Asensio, cit., p. 382)

Il Graduale di Klosterneuburg, databile alla seconda metà del XII sec., è un codice su rigo che utilizza neumi metensi evoluti. Presenta lettere-chiave all’inizio del tetragramma, corde forti Do e Fa colorate in giallo e rosso e l’indicazione del bemolle (fonte: Tabula neumarum da Rampi-Lattanzi, cit., p. 651).

Nel Tonario di Montpellier (XI sec.) i brani sono classificati in base ai modi dell’octoechos e presentano una doppia notazione (alfabetica, secondo il sistema a-p, e neumatica in campo aperto di scuola francese), con l’indicazione del Si bemolle/naturale (fonte: Schema della notaz. alfabetica ed esempio di trascrizione tratti da Pal. Mus. VII-VIII, pp. X; XVI).

Con l’edizione solesmense del Liber Hymnarius (1983) viene codificato l’uso della notazione quadrata neografica che presenta la distinzione grafica delle liquescenze aumentative e diminutive, dei gruppi strofici, delle bivirgae, degli oriscus e dei neumi con initio debilis.